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24-25 MAGGIO 1796: NAPOLEONE A BINASCO - di Luigi Malacrida |
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TAVOLE STORICHE |
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GIUSEPPE PIETRO BAGETTI
Nato a Torino nel 1764, vi morì nel maggio del 1831.
Si formò in ambito musicale sotto la guida del poliedrico
Bernardino Ottani che si dedicava anche alla pittura.
Nel 1782 concluse la sua formazione come architetto
civile e militare all'Università di Torino. Apprese
da Pietro Giacomo Palmieri la tecnica dell'acquerello.
Dal 1792 insegnò disegno topografico e fu al servizio
di Vittorio Amedeo III come “regio disegnatore
di vedute e paesi”, al seguito delle campagne
militari.
Con l'occupazione francese passò nella nuova amministrazione
e seguì le campagne napoleoniche fino alla caduta
dell'impero. La sua collaborazione con l'armata
francese iniziò dal 1796 con la fortunata serie
di vedute, disegni e acquerelli, delle vittoriose
battaglie napoleoniche in Italia degli anni 1796-1797
e 1800, riprese sul terreno.
Per i suoi meriti nel 1800 fu nominato ufficialmente
“capitain ingénieur géographe
artiste”. In quello stesso anno Napoleone
decise di fare eseguire partendo dagli schizzi di
Bagetti una serie di acquerelli e tempere, così
da lasciare un'ampia documentazione delle sue battaglie.
A quest'opera oltre al Bagetti, collaborarono l'ingegnere
geografo Gautier, i topografi Pasquieri e Bucler
d'Albe. Verso il 1830 altre copie furono eseguite
da Morel e Parent.
Nel 1807 sempre per volere di Napoleone la serie
di 68 acquerelli fatta da Bagetti fu collocata nella
Galleria del Castello di Fontainebleau e nello |


Giuseppe
Pietro Bagetti
Busto - Giacomo Spalla
(Torino 1776-1834)
Primi decenni XIX sec.
Marmo,
mm 580x255x250.
Torino, Accademia Albertina, inv. N. 297. |
stesso
anno sotto la guida del Direttore del Dipartimento
della Guerra, Général Pelet, si diede anche inizio
all'incisione delle opere di Bagetti, che servirono
alla realizzazione di uno splendido catalogo (Vues
des champs de bataille).
Fu Luigi Filippo nel 1834 a far trasferire i 68
acquerelli a Versailles nel Castello ristrutturato
come Musée de l'"Histoire de France".Nel 1811 l'imperatore
gli attribuì la legion d'onore per aver eseguito
una carta geografica con veduta a volo d'uccello
dell'Italia, dalle Alpi fino a Napoli.
Nel 1812 Bagetti ottenne anche la medaglia d'oro
al Salon di Parigi.
Nel 1815 rientrò a Torino dove venne riconfermato
architetto e regio disegnatore da Vittorio Emanuele
I, e mantenne incarichi prestigiosi con Carlo Felice,
che lo nominò anche insegnante all'Accademia delle
belle arti.
Le opere di Bagetti sono conservate al Musée de
l'Armée di Vincennes (Parigi), al Musée de l'Histoire
de France di Versailles e Trianon, a Torino: Galleria
Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, Accademia
Albertina, Palazzo Reale, Museo Nazionale del Risorgimento
e Biblioteca Reale.
[1.]
GIUSEPPE
PIETRO BAGETTI (1764-1831)
Veduta di Binasco, 24 maggio 1796
1796
Disegno a penna e inchiostro nero su carta,(*)
mm 240x720.
Armées, Château de Vincennes, Ministère de
la Dèfense,
Service Historique de l'Armée de Terre, inv. C
464.
Si tratta di un bozzetto
preparatorio, raffigurata nell'huile, foglio
di carta trasparente, tipo oleata, che oggi, per
l'invecchiamento, si presenta con coloritura ferrosa.
Serviva a non rifare il disegno, perché, essendo
trasparente, ne agevolava la riproduzione, eseguito
a penna, per un successivo disegno a china, custodito
a Torino nella Galleria Civica d'Arte Moderna
e Contemporanea, nel quale Bagetti riprende il
borgo di Binasco dal punto di vista architettonico.
Tale schizzo servirà per ritrarre l'incendio,
attuato come rappresaglia, dall'esercito napoleonico
nel maggio 1796.
Va detto che per l'esecuzioni dei suoi disegni,
Bagetti studiava sempre sui dati topografici e
geografici in suo possesso che era solito, prima
di effettuare uno o più schizzi realizzati sul
campo, raccogliere da testimoni oculari o dai
protagonisti della vicenda, annotando notizie
precise e dettagliate.
L'autore, riflettendo una precisa concezione pittorica,
ritrae la realtà il più fedelmente possibile.
Tutto è nitido, unitario e vi è un gioco di equilibrio
fra le varie parti dell'insieme che offrono la
sensazione di un tutto armonico in cui non vi
è spazio per particolari che alterino l'unità
d'effetto. Anche se la descrizione è dettagliata,
tutto è proporzionato e studiato per permettere
all'osservatore di abbracciare tutto l'insieme
con un sol colpo d'occhio e da un unico punto
di vista.
(*) Iscrizioni sul foglio:
- A (al centro in alto);
- 491 (lato sinistro in alto);
- A/Binasco/1 Parrocchia/2 Castello/3 Strada di
Pavia (lato sinistro);
- Veduta di Binasco/Bagetti (lato sinistro in
basso);
- sul disegno specificazioni numeriche.
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[2.]
GIUSEPPE
PIETRO BAGETTI (1764-1831)
Incendio di Binasco, 5 pratile an 4
1803-06
Disegno a penna, inchiostro di china e tracce
di matita su carta,(*)
mm 260x439.
Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea,
inv. I/44.
Quest'opera è contenuta
in una raccolta di 103 disegni, divisi in due
album dal titolo: “Vues des Campagnes
des Français en Italie (1796 et 1800)”.+
Gli album furono messi in vendita in un'asta a
Parigi nel 1954 ed acquistati dal Direttore del
Museo Civico di Torino, il Professor Vittorio
Viale (1891-1977), per la somma di L. 2.500.000,
ed ora conservati nella Galleria Civica d'Arte
Moderna e Contemporanea; si tratta per lo più
di disegni a penna rifiniti con leggere acquerellature
con varie tonalità di grigio; furono realizzati
dal Bagetti tra il maggio 1803 e la primavera
del 1806, al seguito della sezione topografica
piemontese del Dépôt de la Guerre.
Il soggetto, paesaggio ed edifici, è identico.
Mentre il primo è servito a Bagetti per ritrarre
la realtà ambientale, questo illustra invece l'evento
dell'incendio attuato dalle truppe napoleoniche,
secondo la consegna data all'autore e la finalità
del dipinto.
Ovviamente, rispetto al primo, l'aggiunta di tratti
a china completa i particolari e dà un'identità
chiara e definitiva all'opera: dai tratteggi che
introducono il gioco dei movimenti delle nubi
e delle fiamme dell'incendio a quelli che evidenziano
la campagna antistante il borgo, dagli alberi
riflessi che connotano lo specchio d'acqua (dato
incomprensibile nella precedente stesura!) all'aggiunta
di figure umane in fuga.
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SCHEDA TECNICA
L'illustrazione si articola su due fogli
di carta vergata di color avorio incollati
fra di loro.
Dimensioni: il disegno mm 260x439; il fondo
mm 364x545.
Iscrizioni:
- 45. (nell'angolo del margine in alto di
sinistra);
- Campagne du 1796 (nel margine inferiore
di sinistra);
- Veduta di Binasco/Bagetti (lato sinistro
in basso);
- sul disegno specificazioni numeriche.
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- Incendio di Binasco/il
5. pratile an 4./1796
(al centro del margine
inferiore);
- d'après nature par Bagetti
(nel margine inferiore
di destra);
- veduta di Binasco/1800/Bagetti
(nel disegno in basso
a sinistra);
- sul disegno specificazioni numeriche;
- Decima/3.za/Binasco (sul retro).
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[3.]
P.
MOREL
VUE DU BOURG DE BINASCO / Punition exeplaire
de la perfidie des habitans de ce bourg/qui, contre
le droit des gens, avoient pris les armes contre
l'armée Française, après lui avir juré fidélité./5
Prairial an IV./Fait au Dépot G.al de la Guerre.
1830-35 ca.
Acquerello su carta, con rialzi di gouache e pastello,
mm 526x800.
Musée National du Château de Versailles et
Trianon, inv. MV 2490. Inv. Louvre 31363.
Artista poco conosciuto,
pittore di paesaggi, impiegato presso il Dépôt
de la Guerre per eseguire copie di G. P. Bagetti.
I suoi acquerelli fanno parte della Collezione
del Ministro della Difesa francese oggi conservati
nel fondo del Service Historique de l'Armée de
Terre al Castello di Vincennes (Parigi).
Nel 1838 una parte di questa collezione fu regalata
dal re Luigi Filippo al Musée de l'Histoire de
France di Versailles, tra cui l'incendio del borgo
di Binasco.
Riportiamo di seguito la lettera di Bagetti al
Capo sezione di Parigi, che lo informa di aver
inviato le vedute di Soncino, Binasco e Pavia.
Rapporto del Capitano Ingegnere Artistico Bagetti
al Capo Sezione del Dipartimento della guerra
di Parigi. Torino, 31 maggio 1807. - Manoscritto.
Vincennes, Archives historiques de l'Armée,
inv. Mémoires et Reconaissances, 3M 245.
(Traduzione dal francese)
"Ho l'onore di inviarvi, mio rispettabile
Capo tre vedute Soncino - Binasco - Pavia
Prima di tutto sono stato abbastanza felice di
trovare un campanile fuori dalla città dal lato
in cui entrano i Francesi e di fronte alla parte
più bella della città, da dove intravedo da lontano
il punto del passaggio dell'Òglio nonostante fosse
pieno di alberi e distante una mezz'ora dalla
città, ed il punto che lo fa notare di più e dove
si vede la chiesa della Madonna... il luogo al
di là del fiume sulla strada di Orzinuovi.
Questa città ha molto sofferto per il terremoto
del 12 maggio 1802. Spero che il dipinto di Binasco
ottenga i consensi di cui voi onorate molto spesso
le mie produzioni; troverete nel quadro in mezzo
alle fiamme ed ai vortici di fumo, tutti gli oggetti
e la fisionomia del villaggio come visto in un
momento di tranquillità.
Ho preso questa veduta dal lato di Pavia, in quanto
più bella più visibile più notevole per le sue
caratteristiche, cogliendo il momento opportuno
di vederla tutta in fiamme; poiché i Francesi
erano arrivati dal lato di Milano l'incendio ha
avuto la sua grande intensità solo dopo la totale
evacuazione del villaggio dal lato di Pavia.
Il Castello e il Pavese non sono stati bruciati;
l'accaduto è successo prima dell'alba ed io sono
stato colpito dall'espressione del nostro Augusto
Imperatore: ‘nonostante questo spettacolo
fosse necessario non era meno orribile’.
Ho l'onore di salutarvi molto rispettosamente.
Bagetti"
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