[7.]
NICOLAS-ANTOINE TAUNAY (1755-1830)
Incendie de Bagnasco, 24 mai 1796
1802-14
Disegno a penna, inchiostro di china, matita, acquerello grigio bruno e tocchi di bianco,
mm 228x323.
Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts Graphiques, inv. RF 2960.
Nicolas-Antoine Taunay, battezzato a Parigi il 10 febbraio 1755, discende da una famiglia di orafi e
chimici della vecchia borghesia parigina, già attivi dall'inizio del XVIII secolo.
Inizialmente Nicolas-Antoine lavora presso il pittore storico Brenet, poi si trasferisce a Venezia
come allievo di Francesco Giuseppe Casanova, pittore di battaglie, cresciuto alla scuola del Guardi.
Per perfezionare la sua formazione nello studio della natura e dei paesaggi Taunay si reca quindi in Svizzera,
dove il contatto con l'ambiente sereno e agreste di questo paese, affina la sua sensibilità poetica
e artistica. I contenuti delle sue opere diventano più armoniosi, le figure più eleganti,
le pose più naturali; l'insieme e i dettagli sono caratterizzati da un maggiore interesse
e attenzione alla natura.
Nel 1784 torna a Parigi dove si dedica a vari e numerosi lavori che hanno come tema paesaggi,
soggetti storici, monumenti, strutture architettoniche. Grazie a questa varietà nella scelta dei soggetti
ed alla sua abilità artistica trova facilmente lavoro e avrebbe potuto arricchirsi se non avesse
dovuto provvedere ad una numerosa famiglia.
Dopo le alterne vicende del periodo della rivoluzione in cui Taunay si era ritirato a Montmorency
nell'abitazione che era già stata di Jean Jaques Rousseau, spinto dal desiderio di raggiungere prestigiosi
successi, accetta l'invito di recarsi in Brasile a Rio de Janeiro. Qui realizza diverse opere che,
inviate al Salone di Parigi, suscitano l'entusiasmo dei critici e gli valgono la Legione d'Onore.
Nel 1824, in seguito alla morte del fratello scultore, torna in Francia. Muore a Parigi il 20 marzo 1830.
Taunay è stato anche cronista della Campagna d'Italia di Napoleone e autore di opere conservate nella
Galleria delle battaglie del Castello di Grosboie e nella Galleria storica di Versailles.
Quest'opera raffigurante l'incendio di Binasco fa parte di una serie di disegni eseguiti dal 1802 al 1814,
per illustrare le Campagne napoleoniche in Italia, sotto la direzione del Barone Dominique Vivant-Denon,
capo del "Museum Central des Arts". Questa raccolta è catalogata come:
"Dessins originaux des Campagnes de Napoléon Ier en Italie n. 18".
Tutta la raccolta fu acquistata nel 1896 dal Museo del Louvre e conservata nel Dipartimento delle Arti Grafiche.
Di questa raccolta iconografica fa parte anche questa raffigurazione dell'incendio di Binasco
con riferimento RF 2960.
Rispetto alle altre opere che rappresentano l'incendio di Binasco, questa di Taunay presenta una
sua originalità: non vi è né drammaticità né phatos, ma tutto appare, anche nei personaggi in fuga
e nell'esercito schierato, pieno di equilibrio, naturalezza e grazia.
L'autore rivela la sua tecnica raffinata, minuziosa e laboriosa, dosando con maestria le tonalità
della natura e rivelando la sua esperienza in campo architettonico.
Taunay è senza dubbio uno dei rappresentanti più raffinati di un grazioso realismo della fine del XVIII secolo.
Come è stato scritto "Il suo spirito tranquillo aveva l'imparzialità di uno specchio e i suoi quadri
a loro volta sono il riflesso del suo spirito".
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[8.]
BOUSSOD, VALADON
Da Nicolas-Antoine Taunay (1755-1830)
Incendio di Binasco, 25 maggio 1796
1896
Stampa tipolitografica,
mm 162x223.
Binasco, collezione privata.
Tratto da: "Album Militaire: Victoires et Conquêtes des Armées
Françaises".
Boussod, Valadon & C.ie, Editeurs/Libraire Nilsson-Perlamm Su.ccr,
212 Rue de Rivoli et 338 Rue St. Honoré, Paris.
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[9.]
GIUSEPPE ELENA (1801-1867)
Castello di Binasco, tavola 33
1852-54
Litografia,
mm 200x258.
Milano, Castello Sforzesco, Raccolta delle Stampe A. Bertarelli, inv. CC-107
Giuseppe Elena, nacque a Codogno il 2 luglio 1801 e morì a Milano il 25 febbraio 1867.
Fu pittore, disegnatore e litografo. Fu spirito geniale, poeta dialettale, romanziere e critico d'arte.
Compì i primi studi in seminario da cui dopo breve tempo si allontanò.
Già nel 1822 presentò un ritratto in miniatura all'esposizione annuale di Brera.
Eseguì, tra piccole e grandi, più di 350 litografie: riproduzioni di opere d'arte,
modelli di disegni, ritratti, stampe di circostanza, vignette di libri, costumi,
ma soprattutto privilegiò, come temi delle proprie opere artistiche, località e monumenti
caratteristici di Milano e della Lombardia.
Buona parte delle sue opere sono contenute in due volumi di "Lombardia Pittoresca", edito nel 1836-38,
con testo di Cesare Cantù e Michele Sartorio, mentre le meno conosciute ma più evolute per quanto riguarda la tecnica
si trovano in "Curiosità naturali e monumentali di Lombardia" (Lit. Corbetta, Milano 1852).
In queste rappresentazioni l'autore gioca coi chiaroscuri dando vivacità di contorni ambientali, spesso di tipo archeologico.
Il soggetto del disegno qui riprodotto, realizzato nei primi decenni del 1800, è l'unica raffigurazione esistente
delle rovine del Castello di Binasco dopo l'ingiuria dell'incendio.
Tutte le altre opere riproducono o l'evento della rivolta con il castello in fiamme o la struttura
dell'edificio dopo la ricostruzione.
Qui è invece testimoniata l'incuria e lo stato di abbandono prima del restauro,
che richiese decenni di lavoro e sacrifici da parte del popolo binaschino per riportare ciò
che era rimasto al suo passato splendore. |
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[10.]
ANONIMO
Castello di Binasco
Inizio '800
Disegno a matita su carta, mm 100x140.
Binasco, collezione Malacrida.
Il soggetto del disegno qui riprodotto, realizzato nei primi decenni del 1800, raffigura
il castello di Binasco dopo l'ingiuria dell'incendio.
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